Pastore Maremmano

Il cane da pastore maremmano è stato allevato inizialmente come cane da guardia del bestiame.

Una razza antica, i cui discendenti diretti sono i cani custodi, oggi utilizzati per la protezione del bestiame in Abruzzo, dove l’allevamento ovino è ancora al primo posto, così come i cani che fino a poco tempo fa si potevano trovare nella Maremma toscana.

La transumanza da una regione all’altra ha dato vita ad un processo di fusione naturale, soprattutto dopo il 1860.

Le associazioni ufficiali di allevatori italiani si sono interessate a questi cani guardiani bianchi intorno al 1920.

Inizialmente sono state identificate due razze distinte, ognuna definita da un proprio standard di razza e protetta dalla rispettiva associazione: il Pastore della Maremma e il Cane d’Abruzzo.

Dopo qualche tempo è risultato evidente che non esistevano vere e proprie differenze morfologiche o caratteriali, per cui a partire dal 1 gennaio 1958 l’ENCI (Ente nazionale Cinofila Italiana) ha deciso di abolire la separazione delle due razze e di unirle entrambe con il nome di Pastore Maremmano Abruzzese, pubblicando uno standard di razza unificato rivisto dal Prof. Solaro.

Da quel momento, l’unica associazione ufficiale per la tutela e la salvaguardia della razza è il Circolo del Pastore Maremmano Abruzzese (CPMA).

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